Raccontare il pigneto_di Mimmi Miccolis

Raccontare il Pigneto …

Beh … non è così semplice descrivere e raccontare un quartiere che non si vive ,dove ci sei passato di sfuggita qualche volta com’è capitato a me … è come giudicare una persona dopo che l’hai incontrata e vista un paio di volte … più che difficile … in realtà è ingiusto !!!

Parlare della città in cui si è nati e vissuti è già complesso perché ogni quartiere, ogni strada, ogni condominio ha le proprie abitudini, i propri ritmi, e nel tempo ha trovato i propri equilibri! Proprio come avviene in natura,dove ogni essere vivente si adatta agli altri presenti nel proprio habitat : ci sono prede e predatori,carnivori ed erbivori, chi caccia di notte e chi preferisce il giorno … ma tutti gli esseri convivono e sopravvivono l’uno grazie all’altro nella catena della vita.

A Roma è proprio il Pigneto, più di altri, che mi ha dato questa impressione! Impressioni, sensazioni … è di questo che parlo, perché giudicare,classificare,dire con assoluta certezza, non saprei …

Tutti i  quartieri del mondo sono degli zoo ! Raccolgono specie diverse ed ognuna di esse si è ritagliata il proprio spazio, convivendo, più o meno pacificamente, l’uno accanto all’altro … proprio come nelle gabbie di uno stesso zoo.

C’è chi è nato lì,è cresciuto lì e sa come muoversi, c’è chi viene da lontano e pian piano si è abituato al clima  nuovo, alla grande città, ai lunghi spostamenti, alla vita frenetica, caotica di Roma ! Non vengo da un paesino tranquillo, anzi abito in una delle strade più trafficate del centro della mia città, ma quando torno a casa tutto mi sembra … più silenzioso !

Al Pigneto ho avuto proprio questa sensazione … di essere tornata a casa !

Non c’è il caos che c’è altrove, tutto sembra avere un ritmo più lento ! Non sembra di essere a Roma. Tutti sembrano conoscersi, appena vedono qualcuno di nuovo ti squadrano dall’alto in basso o addirittura ti fermano chiedendoti “come mai sei qui?è da un po’ che ti vedo in giro! “ … ottimo spirito d’osservazione direi !!!

Le tante specie  non sembrano integrate ; piuttosto convivono l’una accanto all’altra, avendo accettato la vicinanza dell’altra, avendo imparato a conoscere abitudini, odori, sapori, colori diversi .

Ci tengono tutti al proprio zoo, alla propria gabbia, non gradiscono molto i visitatori,soprattutto quelli che invadono il loro habitat, hanno timore delle novità che sconvolgerebbero i loro equilibri.

Ma come le stagioni cambiano, e ogni hanno sono diverse dall’anno precedente, anche le città, i quartieri si trasformano e le specie migrano dove c’è un clima  migliore.

Il Pigneto ha ormai la fama di essere il quartiere più multietnico della città, è il must del momento per artisti, studenti, professionisti,giovani famiglie. E’ il quartiere radical chic … il posto in cui tutti si sentono più liberi e più giusti  di esprimere ciò che gli va ! Ci sono negozietti, locali, bar in cui si vedono persone e personaggi dall’aspetto più disparato. Se di sera vai al Pigneto per un aperitivo ( o happy hour che dir si voglia! ), sull’autobus non vi è nemmeno un italiano! Ognuno col proprio colore, odore, con la propria musica nell’ ipod , con il proprio libro in una lingua incomprensibile a chi gli è seduto accanto. Tutti scendono alla stessa fermata, prendono strade diverse, tutti diretti alle proprie gabbie, pur appartenendo allo stesso zoo .

Come gli abitanti, anche l’assetto urbano appare disomogeneo. Si passa dalla villetta, al palazzone, alla baracca … l’uno accanto all’altra … anch’essi abituati nel tempo all’adattamento come i loro abitanti. Ciascuno ha trasformato la propria abitazione per ritrovare un po’ del proprio luogo di origine, o  ha aggiunto e chiuso spazi della casa per semplice comodità.    

Tra i tanti “stranieri” ci sono persone che vivono li da generazioni, magari quando i propri nonni erano ancora considerati quelli di fuori Roma, che abitavano nel luogo vicino a quello in cui lavoravano, mentre ora il Pigneto fa ormai parte del centro, non tanto come posizione,ma più come status. Tutti si son dovuti abituare alla nuova trasformazione che, con la realizzazione della metro, diromperà sempre più nel quartiere. Diventerà sempre più parte della grande metropoli e del grande caos che l’avvolge.

La mia speranza è che in questo zoo, al Pigneto come in ogni parte del mondo, le trasformazioni non portino all’estinzione di alcune specie,costrette a migrare perché non più adatte a quel clima, ma che tutte siano , o meglio, vengano messe in grado di affrontare i cambiamenti, di modificare se stessi e il proprio habitat per adattarsi alle trasformazioni in atto e future.

E’ compito di ognuno di noi di cambiare, di cambiare per migliorare!

 

la vita realizza e forma e modifica l’ambiente a cui si adatta. Allora quell’ambiente agisce a sua volta sulla vita che sta cambiando e agendo e crescendo in esso. Ci sono dunque delle interazioni cicliche costanti.”  

                                                                                                     Lynn Margulis

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